Inizio / Storia

Storia

L´esistenza di una chiesa, indizio della presenza di una comunità organizzata di fedeli, trova conferma in un atto del 1395 maggio 23 in cui Guglielmo Centuario, vescovo di Pavia, in considerazione della morte del precedente rettore Giovanni Bastoni, nomina Lorenzo Bastoni, figlio di Andrino, rettore della chiesa di Borgarello.

Questo rettore, probabilmente, ebbe la ventura di assistere alla posa della prima pietra della vicina Certosa, avvenuta con solenne cerimonia  il 27 agosto 1396 ; di fatto potremmo tuttavia azzardare l´ipotesi che la chiesa fosse già esistente.

La chiesa ha subito delle trasformazioni piuttosto significative dalle orgini ai nostri giorni, non solo per quanto riguarda gli spazi interni, ma anche quelli esterni più prossimi. Un´ idea sufficientemente chiara di come potesse essere formato l´ambiente interno e quello immediatamente circostante nel secolo XVII e probabilmente anche nella seconda metà del secolo precedente, la ricaviamo attraverso l´accurata descrizione del curato Gio: Battista Bennerio nel 1626 giugno 28.

Vi si legge che l´ edificio soffittato è a una sola navata, e confina a S con il cimitero cinto su due lati (SE) da un muro, a N con la casa del parroco con cantinino, comunicante con il campanile a una sola campana attiguo alla chiesa nell´ angolo di NE. A tergo della chiesa lo spazio è occupato da un prato.

La descrizione della parte interna colloca l´ unico altare in legno d´ Albera presente verso mattino ( la posizione è equivalente quindi a quella di un altare maggiore).

L´edificio di culto borgarellese presenta una pianta barocca tipica di molte chiese del pavese. Detta ad aula unica con volta a botte, si completa attraverso delle cappelle laterali poco profonde collegate fra loro, un transetto contenuto nell´ampiezza delle cappelle laterali ed il coro. La distribuzione degli spazi interni corrisponde pienamente ai dettami della chiesa controriformata: l´ aula unica favorisce il senso di unità tra i fedeli, e permette di dirigere subito l´attezione verso il presbiterio.

La facciata presenta uno stile alquanto lineare e sobrio in conformità con l´interno dell´edificio. E´ tripartita verticalmente: il corpo centrale presenta un´altezza maggiore rispetto alle due parti laterali.

Orizzontalmente è invece bipartita attraverso una cornice aggettante con una serie di modanature che richiama la divisione lineare interna all´edificio.

Parrocchia della diocesi di Pavia. Tra le fonti di carattere generale, è citata nei rogiti del cancelliere episcopale Albertolo Griffi degli anni 1370-1420; è menzionata negli atti della visita pastorale compiuta nel 1460 da Amicus de Fossulanis, in cui compariva inserita nella circoscrizione plebana di San Genesio e successivamente nella visita apostolica di Angelo Peruzzi del 1576, quando risultava compresa nel vicariato di Mirabello; in quello stesso anno si contavano tra i parrocchiani 130 anime da comunione.

Nel 1769 era ancora inserita nel vicariato di Mirabello. Il clero risultava composto nel 1769 da tre sacerdoti e un chierico; dal solo parroco nel 1807, nel 1823 e nel 1845; da due sacerdoti nel 1877.

Verso la fine del XVIII secolo, secondo la nota specifica delle esenzioni prediali a favore delle parrocchie dello stato di Milano, la parrocchia di San Martino vescovo possedeva fondi per 89 pertiche; il numero delle anime, conteggiato tra la Pasqua del 1779 e quella del 1780, era di 570.

Nel 1807 entro i confini della parrocchia di Borgarello esistevano due oratori, dei quali uno dedicato alla Beata Vergine Assunta, parimenti segnalato nel 1877.

La parrocchia di San Martino vescovo, rimasta sempre compresa nella diocesi pavese anche dopo gli smembramenti effettuati tra il 1799 e il 1819, è stata inserita tra XIX e XX secolo nel vicariato di Mirabello, nel vicariato di Certosa e, fino al 1989, nel vicariato di Certosa-Binasco. In base al decreto 25 ottobre 1989 del vescovo Giovanni Volta, con cui fu rivista la struttura territoriale della diocesi, è stata attribuita al vicariato V.

Link risorsa:http://www.lombardiabeniculturali.it/